sabato 31 marzo 2018

Pasqua 2018: la via Crucis in Medio Oriente.

Disgustoso e orribile…il giovane palestinese viene ucciso a sangue freddo dai cecchini israeliani nei pressi del confine di Gaza durante la giornata di protesta pacifica.
L’esercito israeliano ha confermato che i soldati hanno aperto il fuoco contro “i principali istigatori”, nell’ambito dell’operazione contro la protesta palestinese al confine della Striscia di Gaza. Lo riferisce Times of Israele. Secondo i media, l’esercito ha schierato fra le sue forze oltre 100 cecchini (dal Fatto Quotidiano).

Il video degli ultimi istanti di vita 

venerdì 30 marzo 2018

Chieti, il fascino senza tempo della processione del Venerdí Santo: nel sito del Ministero dei beni e delle attivitá culturali e del turismo, non c´é traccia.

Parliamo della processione piú antica d’Italia, dove vi partecipano centinaia di figuranti e 13 congregazioni dei fedeli. Seicentesca la confraternita del Sacro Monte dei Monti, che organizza l’evento; settecentesca la tradizione dei 150 cantori e altrettanti suonatori che accompagna la processione degli incappucciati; e ottocenteschi i gruppi scultorei della Passione, i cui portatori si tramandano l’incarico di generazione in generazione.
Ma sul sito del Ministero, non v´é nessuna traccia.
Eppure é molto conosciuta in ambito internazionale, tanto che una troupe della BBC sarà presente durante la Storica manifestazione, per girarne un documentario. Il contenuto del documentario illustrerà come la tradizione cristiana abbia profonde radici nella storia millenaria della cultura popolare e religiosa inglese, oggi in parte rintracciabili nella più antica processione italiana del Venerdì Santo teatino. Il documentario, oltre a toccare aspetti propriamente antropologici, vuole essere un viaggio a ritroso nella più antica tradizione religiosa europea, di cui la processione di Chieti è espressione significativa, rimasta intatta fino ai nostri giorni. 
Il Venerdì Santo a Chieti si conferma, quindi, un appuntamento religioso di grande richiamo e capace di offrire una vetrina internazionale all’intera città. Che, si spera, si farà trovare pronta garantendo un contorno adeguato alla manifestazione liturgica che affonda le sue radici nel tempo. 
Un riconoscimento di eccellenza e qualità enorme per la città teatina e la sua antica processione,
a dispetto dei politici locali, che insieme al sito istituzionale del Ministero, non hanno fatto molto per valorizzare l´evento, come invece avvenuto per altre cittá (ad esempio Taranto) o regioni.

Il fascino senza tempo della processione..https://www.youtube.com/watch?v=lK0lLirt9uI







sabato 17 marzo 2018

Moro 40 anni di misteri, una sola certezza: noi cittadini non dobbiamo sapere!

La misteriosa moto blu

La Honda blu presente in via Fani il 16 marzo del 1978 è un rompicapo. I capi brigatisti hanno sempre negato che a bordo ci fossero due loro uomini, ma da quella moto si spararono gli unici colpi verso un "civile" presente sulla scena del rapimento, l'ingegner Alessandro Marini, uno dei testimoni più citati dalla sentenza del primo processo Moro. 

L'uomo dei Servizi 

Chi era veramente presente quella mattina in via Fani? Le Commissioni parlamentari hanno ormai confermato, tanto per riportare alcuni nomi alquanto "particolari", che quella mattina alle nove, in via Stresa, a duecento metri da via Fani, c'era un colonnello del SISMI, il colonnello Guglielmi, il quale faceva parte della VII divisione ovvero di quella divisione del Sismi che controllava Gladio e al quale fa riferimento l’ex agente 007 a bordo della Honda che ha sparato a Marini e poi scritto la lettera nel 2009. Guglielmi, che dipendeva direttamente dal generale Musumeci, esponente della P2 implicato in vari depistaggi e condannato nel processo sulla strage di Bologna, confermò che quella mattina era in via Stresa, a duecento metri dall'incrocio con via Fani, perché doveva andare a pranzo da un amico.

Il boss in via Fani? 

Sparito e poi riapparso, lo scatto che ritrae un capo della ’ndrangheta potrebbe dare un volto a uno dei colpevoli dell'eccidio.
Il mistero di una foto. Scattata in via Fani il 16 marzo 1978, poco dopo il sequestro di Aldo Moro e l’eccidio della scorta. Un’immagine scomparsa dal palazzo di giustizia di Roma. E ritrovata in copia a Perugia. Una foto che potrebbe dare un volto e un nome a uno dei colpevoli che da 40 anni restano impuniti. E riscrivere uno dei capitoli più tragici della nostra storia. Perché l’uomo della foto non è uno dei brigatisti già identificati e condannati: assomiglia terribilmente a un mafioso della ’ndrangheta. Un boss di alto rango, che scambiava favori sporchi con un militare dei servizi segreti. 


Riassumendo: in Via Fani c´e´ un affollamento inspiegabile, in parte incomprensibile agli stessi brigatisti. 
C'erano mezzi, una moto con un autista e un passeggero che scarica una raffica di mitra contro uno che non c'entra niente, mancandolo per poco. C'era un benzinaio esperto di armi da fuoco, un fotografo i cui rullini subito spariscono, ci sono tecnici della Sip controllata dalla P2, c'è un colonnello dei Servizi, Camillo Guglielmi, che è lì perché doveva «andare a pranzo da un amico» alle 9 di mattina. Ci sono macchine che ostruiscono le manovre e consentono l'agguato, veicoli che spariscono e si ritrovano poche ore dopo, in via Licino Calvo, lungo la strada di fuga dei terroristi. Ci sono un sacco di circostanze che non ci sono, non tornano, non si spiegano.

La verita´ puo´ attendere ancora, siamo in Italia del resto.




giovedì 1 marzo 2018

La macchina della disinformazione e´ gia´ entrata in azione.

Articolo di Claudio Paudice  Giornalista politico, L'HuffPost

"Dottor" Salvatore e "Mister" Giuliano. Non è ben chiara l'idea che il ministro indicato come successore di Valeria Fedeli al Miur da Luigi Di Maio ha della riforma cardine per il mondo scolastico fatta dal Governo guidato da Matteo Renzi. Dopo il suo intervento a L'Aria che Tira in cui ha salvato alcune parti della legge, Salvatore Giuliano ha avvertito l'esigenza di correggersi e di inviare una nota di chiarimento. Nella quale il preside dell'istituto Majorana di Brindisi non usa mezzi termini sulla legge: "Tutta da buttare e da riscrivere da capo. Alle assunzioni fatte, e che restano, ne faremo altre". Non solo: in occasione dello sciopero del 5 maggio 2015 al quale presero parte decine di migliaia di insegnanti italiani (100mila solo a Roma, 30mila a Milano) proprio per protestare contro il disegno di legge del Governo Renzi, Giuliano non vi prese parte perché "coincideva con le prove invalsi. Insieme a tanti docenti e dirigenti sostenemmo che la 107 andava superata".

Risposta sbagliata, da 2 in pagella, verrebbe da dire. Perché è di Salvatore Giuliano la firma sotto un documento, elaborato insieme ad altri tre dirigenti scolastici, e sottoposto a una platea di colleghi e docenti. Un documento dal titolo esaustivo: "Io non sciopero. E voglio migliorare la Buona Scuola". Nel documento si legge chiaramente che pur riconoscendo come il ddl sia "suscettibile di elementi migliorativi", "ne difendiamo con forza l'impianto e il coraggio con il quale interviene a riformare la scuola italiana con l'obiettivo di rinnovarla". Non solo: "Per questo vogliamo ribadire le nostre ragioni di contrarietà allo sciopero del 5 maggio, uno sciopero demagogico, peraltro proclamato nella data di svolgimento dei test del SNV, che riteniamo strumento indispensabile per la conoscenza dello stato di salute del nostro sistema educativo e per il suo miglioramento".

Sign Paudice non sono l´avvocato difensore di Mister Giuliano, ma trovo molto superficiale la sua narrazione, per alcuni semplici motivi che vado a spiegarle.
Fa riferimento ad un documento firmato contro lo sciopero del 5 maggio 2015 che dice chiaramente che pur riconoscendo come il ddl sia "suscettibile di elementi migliorativi"....Non le e´ venuto in mente che il ddl  possa essere stato peggiorato, anziche´ migliorato? Lo sciopero e´ del 5 maggio mentre la legge e´ stata approvata dopo ben 60 giorni, il 13 luglio 2015. 
E poi, come giornalista dovrebbe  sapere, che anche un´ottima legge, dopo i decreti attuativi, applicata nella realta´ possa produrre effetti nefasti. 
Non crede quindi che Mister Giuliano, dopo aver sperimentato nella realta´ l´applicazione della buona scuola, possa essersi ricreduto?



Istanbul & Uzbechistan 27 apr - 13 mag 2026