Diritto
alla protezione dei dati personali, ovvero legge sulla Privacy.
L´Art.
1 recita: Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che
lo riguardano.
Quante
volte abbiamo imprecato su questa legge. Per un qualsiasi contratto
ci viene chiesto di firmare nella casella apposita per dare il
consenso al trattamento dei nostri dati. Per far ritirare un referto
medico ad un nostro familiare, parente, amico dobbiamo riempire un
modulo, indicare quale persona deve ritirarlo al nostro posto e
specificare il documento di identita´ e poi nuovamente firmare.
Va
bene ci siamo detti, qualche incombenza amministrativa in piu´ vale
la candela, L´importante e´ avere la certezza che i nostri dati
personali siano protetti. In fondo e´ stato istituito anche il
Garante della Privacy, con tanto di uffici e personale, a cui
teoricamente potremmo ricorrere.
Peccato
che la realta´ sia tremendamente diversa.
Per
prima il governo Renzi aveva firmato un accordo con la multinazionale
Ibm per il nuovo centro di ricerca Watson Health a Milano-Expo,
impegnandosi a fornire gratuitamente i dati sanitari dei lombardi e
poi del Paese intero.
Successivamente
compare a sorpresa nella legge europea 2017,pubblicata il 28
novembre in Gazzetta Ufficiale, la possibilità di usare i dati
personali degli italiani, senza consenso, a scopo di ricerca
scientifica. I nostri dati personali, a partire probabilmente da
quelli sanitari, potranno finire nelle mani delle multinazionali, a
scopi di ricerca scientifica o statistici. Senza bisogno del nostro
consenso e senza essere nemmeno avvisati.
Si
tutti i nostri dati possono essere passati alle multinazionali, senza
che noi ne sappiamo nulla.....utilizzando la parola magica "a
scopo di ricerca, o statistica".
Questa
scelta del governo e´ una scelta scellerata, per diversi motivi.
Non
e´'stato previsto chi deve trattare i nostri dati sanitari e
renderli comunque anonimi prima di essere ceduti all´Ibm,
(l´anonimato per legge e´ ancora rimasto per fortuna). La regione
Lombardia, il ministero della Sanita´? A tutt´oggi non si sa.
Certamente il Garante della Privacy, in teoria, non potrebbe
concedere il nulla osta alla cessione dei nostri dati sanitari che
possano far risalire e individuare le persone.
Ma
se il governo o le regioni devono rendere anonimi i nostri dati e
passarli gratuitamente all´Ibm per scopi di ricerca scientifica o
statistica, perche´ una volta anonimizzati i dati non vengono resi
pubblici in modo che tutta la comunita´ scientifica possa
utilizzarli? Che cosa ha dato in cambio la multinazionale Ibm a Renzi
che noi non conosciamo?
Noi
sappiamo che per far ritirare un nostro referto dobbiamo continuare a
compilare un modulo.
E
soprattutto sappiamo, visto che persino nelle stanze del ministero
dell´Economia si vendevano informazioni riservate, che potremmo fare
da cavie umane e senza essere pagate. Prendendo spunto dagli scandali
degli studi di gruppi automobilistici.Dopo che la Regione Lombardia,
cede tutti i nostri dati sanitari, visto che Milano e´ tra le citta´
piu´ inquinate, sara´ molto facile avere dati senza ricorrere ad
esperimenti su scimmie (eticamente riprovevoli). Basterebbe
incrociare i dati tra ricoveri e mortalita´ per affezioni polmonari
e dati degli inquinanti presenti nell´aria della citta´. Et voila´
il gioco e´ fatto: le multinazionali contente, Renzi giulivo....e
noi bastonati.
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