lunedì 19 febbraio 2018

I nostri dati Sanitari in pasto all´IBM, ovvero come diventare cavie umane....a gratis.

Diritto alla protezione dei dati personali, ovvero legge sulla Privacy.
L´Art. 1 recita: Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.
Quante volte abbiamo imprecato su questa legge. Per un qualsiasi contratto ci viene chiesto di firmare nella casella apposita per dare il consenso al trattamento dei nostri dati. Per far ritirare un referto medico ad un nostro familiare, parente, amico dobbiamo riempire un modulo, indicare quale persona deve ritirarlo al nostro posto e specificare il documento di identita´ e poi nuovamente firmare.
Va bene ci siamo detti, qualche incombenza amministrativa in piu´ vale la candela, L´importante e´ avere la certezza che i nostri dati personali siano protetti. In fondo e´ stato istituito anche il Garante della Privacy, con tanto di uffici e personale, a cui teoricamente potremmo ricorrere.
Peccato che la realta´ sia tremendamente diversa.
Per prima il governo Renzi aveva firmato un accordo con la multinazionale Ibm per il nuovo centro di ricerca Watson Health a Milano-Expo, impegnandosi a fornire gratuitamente i dati sanitari dei lombardi e poi del Paese intero.
Successivamente compare a sorpresa nella legge europea 2017,pubblicata il 28 novembre in Gazzetta Ufficiale, la possibilità di usare i dati personali degli italiani, senza consenso, a scopo di ricerca scientifica. I nostri dati personali, a partire probabilmente da quelli sanitari, potranno finire nelle mani delle multinazionali, a scopi di ricerca scientifica o statistici. Senza bisogno del nostro consenso e senza essere nemmeno avvisati.
Si tutti i nostri dati possono essere passati alle multinazionali, senza che noi ne sappiamo nulla.....utilizzando la parola magica "a scopo di ricerca, o statistica".
Questa scelta del governo e´ una scelta scellerata, per diversi motivi.
Non e´'stato previsto chi deve trattare i nostri dati sanitari e renderli comunque anonimi prima di essere ceduti all´Ibm, (l´anonimato per legge e´ ancora rimasto per fortuna). La regione Lombardia, il ministero della Sanita´? A tutt´oggi non si sa. Certamente il Garante della Privacy, in teoria, non potrebbe concedere il nulla osta alla cessione dei nostri dati sanitari che possano far risalire e individuare le persone.
Ma se il governo o le regioni devono rendere anonimi i nostri dati e passarli gratuitamente all´Ibm per scopi di ricerca scientifica o statistica, perche´ una volta anonimizzati i dati non vengono resi pubblici in modo che tutta la comunita´ scientifica possa utilizzarli? Che cosa ha dato in cambio la multinazionale Ibm a Renzi che noi non conosciamo?
Noi sappiamo che per far ritirare un nostro referto dobbiamo continuare a compilare un modulo.

E soprattutto sappiamo, visto che persino nelle stanze del ministero dell´Economia si vendevano informazioni riservate, che potremmo fare da cavie umane e senza essere pagate. Prendendo spunto dagli scandali degli studi di gruppi automobilistici.Dopo che la Regione Lombardia, cede tutti i nostri dati sanitari, visto che Milano e´ tra le citta´ piu´ inquinate, sara´ molto facile avere dati senza ricorrere ad esperimenti su scimmie (eticamente riprovevoli). Basterebbe incrociare i dati tra ricoveri e mortalita´ per affezioni polmonari e dati degli inquinanti presenti nell´aria della citta´. Et voila´ il gioco e´ fatto: le multinazionali contente, Renzi giulivo....e noi bastonati.



Nessun commento:

Posta un commento

BASSETTI: e questo sarebbe un buon ministro?

  Ma come? Da aprile 2020? Ma non c'era il protocollo della Tachipirina e Vigile Attesa del ministero della Salute? Ma non eri tu che ca...