martedì 17 aprile 2018

Val Brembana: una valle tradita e saccheggiata.

"Eravamo pronti a partire. Tutti qui erano pronti ad andare a Roma. La tensione era altissima", ricorda un uomo piccolo con una giacca verde e un Carroccio all' occhiello. "Eravamo armati, sì, ma solo di rabbia; era con le idee che volevamo cambiare", dice un vecchio con la barba rossa. "Le armi? No, non le avevamo. Ma se fossero servite le avremmo trovate"
Scenderemmo dalle valli del nord e una volta arrivati alla Padania saremmo già milioni di persone. Nessuno riuscirebbe a fermarci, neanche l' esercito. Davanti a una rivolta popolare non ci son santi che tengano". E' lo zoccolo duro della Lega, quello della Val Brembana, quello che seguiva ciecamengte Bossi.
Il quale in una intervista al Corriere dichiarava «Se la sinistra vuole scontri, io ho 300mila uomini. I fucili sono sempre caldi», attaccaccando l'opposizione del Centro-Sinistra».

Ma le stagioni passavano e  Bossi non chiamó mai i "Bergamaschi della Val Brembana" per scendere a Roma; preferí usare a scopo personale i soldi pubblici della Lega, insieme al tesoriere Belsito che li portó all´estero in Tanzania e Cipro, acquistando persino diamanti.

Cosí i poveri bergamaschi sentendosi traditi, si strinsero intorno ad altri uomini, se non generali, pur sempre capitani.

Nelle amministrative del 2014 riconfermarono il sindaco Giuseppe Berera a Foppolo, l'unico candidato sindaco, dandogli il 100% dei voti (con una affluenza alle urne del 78,88%).

Ma ancora una volta il destino cinico e baro era in agguato per i poveri bergamaschi.
Ieri hanno dovuto ascoltare prima le voci dei paesani e poi leggere anche sui giornali dellárresto del loco sindaco, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, bancarotta e turbativa d’asta.
E questa volta i soldi, secondo l´accusa, sono finiti anche a Hong Kong.

Insomma erano pronti a partire contro Roma Ladrona, ma non si sono accorti che si rubava anche in Val Brembana.
 



lunedì 16 aprile 2018

Un bicchiere di vino rosso ai pasti fa bene......anzi male.

Anno 2012
Un bicchiere di vino rosso fa bene alla salute, in special modo al cuore e all’apparato circolatorio.Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere:  niente di più falso! Il padre di questa scoperta, Dipak Das, docente di chirurgia divenuto direttore del Cardiovascular Research Center della University of Connecticut,  ha falsificato i dati delle sue ricerche inventando esperimenti.
Lo ha reso noto la stessa università americana per cui Das lavora, attraverso una corposa inchiesta di 60 mila pagine durata tre anni, con la quale ha segnalato a undici importanti riviste specializzate che le ricerche da loro pubblicate sul vino rosso a firma di Dipak Das e dei suoi collaboratori, si basavano, in realtà, su dati manipolati, dopo aver avviato immediatamente le pratiche per il licenziamento del ricercatore, come riportato dalla rivista Nature.

Anno 2018

Bere meno per campare di piú
E non è soltanto questione di longevità, assumere più alcol del dovuto ha effetti anche di qualità della vita: il suo eccesso può predisporre allo sviluppo di patologie cardiovascolari, come ictus e insufficienza cardiaca. Per la ricerca, il team di esperti ha analizzato 83 studi condotti in 19 paesi, per un totale di quasi 600mila dati – su età, sesso, e altri fattori noti per essere correlati alla malattia cardiovascolare, ad esempio diabete e fumo - di consumatori di alcol, nessuno dei quali soffriva già di malattie cardiovascolari. 
"La nostra analisi dimostra che bere alcolici a livelli ritenuti sicuri è in realtà legato a una minore aspettativa di vita e a diversi effetti negativi sulla salute", spiega Dan G. Blazer, della Duke University (Usa) e co-autore dello studio.
Bere troppo alcol accorcia la vita. Ma di quanto? Un team internazionale di ricercatori, che ha appena pubblicato uno studio sulla rivista Lancet, ha cercato di rispondere a questa domanda: uno-due anni di vita in meno per chi consuma mediamente 200-350 grammi di alcol a settimana, e quattro-cinque anni per chi va oltre i 350 grammi settimanali, circa 18 bicchieri in 7 giorni. Gli effetti negativi per la longevità inizierebbero a farsi sentire quando il consumo settimanale supera i 100 grammi, una quantità che corrisponde grosso modo a cinque o sei bicchieri di vino (di gradazione alcolica media), di gran lunga al di sotto alla soglia raccomandata in molti paesi, come Stati Uniti, Portogallo, Spagna e la stessa Italia. A differenza del Regno Unito, dove la soglia è stata recentemente abbassata a 6 bicchieri a settimana per uomini e donne, in linea con i risultati dello studio.

Anno 2018

Nel frattempo per non scontentare i produttori di bevande alcoliche il National Institutes of Health (NIH) ha avviato uno studio sugli effetti sulla salute del consumo moderato di alcol, secondo una recente articolo del New York Times.
E guarda caso lo studio é stato finanziato proprio dai produttori di alcool per 80 milioni di dollari.

lunedì 9 aprile 2018

Chicche di un prete di strada, Don Mazzi.

Religione
«La religione  mi dà fastidio: è tutta regola, non è fede. Oggi, dico che è come un matrimonio che diventa un dovere: se non esiste più l’amore, che roba è? Per la società, è ancora matrimonio, ma per te? Mi chiedo se comanda più la Chiesa o il Vangelo. Papa Francesco, poveretto, vuole che il Vangelo torni Vangelo, ma lo dice in Vaticano, che è il luogo del potere, e sa che perderà».
«A una messa. Gli ho citato la parabola del buon pastore e gli ho detto che so che io sto meglio di lui, perché posso correre dietro la pecorella smarrita. Il suo segretario ha fatto due occhi così, ho temuto che mi cacciasse».

Eresia
«Però: cos’è l’eresia? Quando dissi che il cardinale Tarcisio Bertone era di una ricchezza schifosa, mi scrisse il suo avvocato per convocarmi, ma non ci andai. Mi salva la popolarità. Se non sei popolare, ti arriva una letterina e ti hanno impedito di parlare».

Perdono
Chiedere il perdono è facile, è vivere il perdono che è difficile».
La prima cosa che dovrebbe fare Dio per certe persone è portare in cielo Giuda, perché tutti devono avere una speranza.».

Vaticano
«Io il Vaticano lo brucerei, lo svuoterei. Se potessi prendere il Papa e portarlo ad Assisi, lo farei. Vorrei vedere tutti i cardinali missionari in Africa. Il Vaticano è la ripetizione del tempio di Gerusalemme».

Viaggio
L’anno scorso, ho organizzato una staffetta in bici fra i centri di tutta Italia. Quando li metto in bici e li mando a Santiago di Compostela, tornano trasformati, meno a Lourdes o da Padre Pio».
Perché Compostela funziona meglio di Padre Pio?
«Perché lì c’è il viaggio e non c’è bisogno di apparizioni di Madonne o stimmate per credere. La fede la perdi se sei convinto che c’è qualcosa da qualche parte, perché poi magari non trovi niente. Io ringrazio Dio, che ci sia o no».    (tratto da intervista al Corriere)


mercoledì 4 aprile 2018

India e Europa: il sogno interrotto di Martin Luther King.


É un imperativo morale ricordare il "sogno" di Martin Luther King, a 50 anni dalla sua morte.

A rendere il discorso così memorabile non furono soltanto le parole e la passione dietro di esse ma piuttosto l’immagine che quelle parole crearono:  bambini di colore e bianchi che giocano insieme, la libertà per gli afroamericani di vivere in una società senza segregazioni e persone che lavorano insieme per proteggere i diritti civili di tutti . King condivise la sua visione di un futuro armonioso dal punto di vista della tensione razziale e ricordò a tutti i suoi concittadini il vero principio della Dichiarazione di Indipendenza: tutti gli uomini sono stati creati uguali.
Ma se in parte il sogno di King si é avverato negli Stati Uniti, tanto da arrivare persino alla presidenza, non sempre é cosí e soprattutto non in tutto il mondo.

India
Colpo di spugna della Corte contro chi perseguita un Dalit. In tutto il Paese scoppiano le proteste della casta più umile
Hanno riempito le strade armati di spade, bastoni, aste portabandiera, mazze da cricket e da baseball. Tra spari, incendi e scontri con la polizia, hanno bloccato strade principali, uffici governativi e più di cento treni in diversi Stati dell’India. A terra, alla fine di un lunedì di fuoco, sono rimasti i corpi di sei Dalit, che in Occidente chiamano ancora con il termine derogatorio di «Intoccabili», la casta più umile di un sistema dove in teoria la discriminazione di casta non deve esistere più per legge.  
Stiamo parlando di una categoria che comprende 200 milioni di cittadini, un sesto della popolazione indiana, persone spesso trattate come servi, gente che per i «casteisti» deve solo pulire le fogne, le strade, le case. Sono cittadini indiani a cui, in realtà, nella vita reale, lontana dai dettami della Costituzione, è spesso proibito bere dallo stesso bicchiere, anche se lavato, di quello di un appartenente a una casta più alta, e a cui è proibito addirittura sedersi nelle stesse seggiole di chi è di casta più elevata. L’India di oggi è ancora così, nonostante la Carta costituzionale consideri inequivocabilmente fuorilegge queste discriminazioni.

Europa, Italia
1 - “La razza bianca è a rischio”. Fontana (nuovo presidente della regione Lombardia, Leghista.
2 - «Se fossero venuti loro qui non ci sarei io». La frase di padre Leonardo pronunciata davanti l’altare ha gelato i fedeli, circa duecento assiepati per la funzione della lavanda dei piedi nella parrocchia di San Michele Arcangelo, a Manduria. (I 12 migranti scelti per il rito della «Lavanda dei piedi», in chiesa non si sono visti, dopo che era stato cambiato il programma).











lunedì 2 aprile 2018

Indignazione, é dir poco.

La carabiniera Angela R. vittima di molestie sessuali da parte di un suo superiore, Luigi R. condannato in secondo grado dal tribunale militare, ha ricevuto un provvedimento disciplinare da parte dell´Arma dei Carabinieri, per aver gettato discredito sul prestigio dell´Arma.
Aveva raccontato la sua storia, senza richiedere l´autorizzazione.   
Prima vittima, ora accusata.

Zucca, magistrato del processo sul G8 di Genova: «I nostri torturatori sono ai vertici della polizia, come possiamo chiedere all’Egitto di consegnarci i loro torturatori?»
Parlo con la parola dei giudici, di più non so cosa fare» sottolinea Zucca. Che insiste: «La rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale, non una scelta politica e queste cose le ho dette e scritte anche in passato». Dunque, è lo Stato che deve spiegare «perché ha tenuto ai vertici operativi dei condannati», dando un messaggio negativo in nome della ragion di Stato.
Lo Stato non sola non spiega perché ha tenuto ai vertici operativi dei condannati, ma il procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio, titolare, assieme al ministro della Giustizia, dell'azione disciplinare, ha subito avviato accertamenti preliminari, Cosí anche il Comitato di presidenza del Csm ha disposto l'apertura di una pratica sul sostituto pg Zucca dopo le polemiche della scorsa settimana sulle parole pronunciate a un convegno sul caso Regeni. L'apertura della pratica era stata chiesta dal presidente della Prima commissione di Palazzo dei Marescialli Antonio Leone per accertare eventuali incompatibilità ambientali o funzionali del pg che si occupò del G8 di Genova.

Dei funzionari condannati, mai rimossi.....silenzio tombale.

















sabato 31 marzo 2018

Pasqua 2018: la via Crucis in Medio Oriente.

Disgustoso e orribile…il giovane palestinese viene ucciso a sangue freddo dai cecchini israeliani nei pressi del confine di Gaza durante la giornata di protesta pacifica.
L’esercito israeliano ha confermato che i soldati hanno aperto il fuoco contro “i principali istigatori”, nell’ambito dell’operazione contro la protesta palestinese al confine della Striscia di Gaza. Lo riferisce Times of Israele. Secondo i media, l’esercito ha schierato fra le sue forze oltre 100 cecchini (dal Fatto Quotidiano).

Il video degli ultimi istanti di vita 

venerdì 30 marzo 2018

Chieti, il fascino senza tempo della processione del Venerdí Santo: nel sito del Ministero dei beni e delle attivitá culturali e del turismo, non c´é traccia.

Parliamo della processione piú antica d’Italia, dove vi partecipano centinaia di figuranti e 13 congregazioni dei fedeli. Seicentesca la confraternita del Sacro Monte dei Monti, che organizza l’evento; settecentesca la tradizione dei 150 cantori e altrettanti suonatori che accompagna la processione degli incappucciati; e ottocenteschi i gruppi scultorei della Passione, i cui portatori si tramandano l’incarico di generazione in generazione.
Ma sul sito del Ministero, non v´é nessuna traccia.
Eppure é molto conosciuta in ambito internazionale, tanto che una troupe della BBC sarà presente durante la Storica manifestazione, per girarne un documentario. Il contenuto del documentario illustrerà come la tradizione cristiana abbia profonde radici nella storia millenaria della cultura popolare e religiosa inglese, oggi in parte rintracciabili nella più antica processione italiana del Venerdì Santo teatino. Il documentario, oltre a toccare aspetti propriamente antropologici, vuole essere un viaggio a ritroso nella più antica tradizione religiosa europea, di cui la processione di Chieti è espressione significativa, rimasta intatta fino ai nostri giorni. 
Il Venerdì Santo a Chieti si conferma, quindi, un appuntamento religioso di grande richiamo e capace di offrire una vetrina internazionale all’intera città. Che, si spera, si farà trovare pronta garantendo un contorno adeguato alla manifestazione liturgica che affonda le sue radici nel tempo. 
Un riconoscimento di eccellenza e qualità enorme per la città teatina e la sua antica processione,
a dispetto dei politici locali, che insieme al sito istituzionale del Ministero, non hanno fatto molto per valorizzare l´evento, come invece avvenuto per altre cittá (ad esempio Taranto) o regioni.

Il fascino senza tempo della processione..https://www.youtube.com/watch?v=lK0lLirt9uI







sabato 17 marzo 2018

Moro 40 anni di misteri, una sola certezza: noi cittadini non dobbiamo sapere!

La misteriosa moto blu

La Honda blu presente in via Fani il 16 marzo del 1978 è un rompicapo. I capi brigatisti hanno sempre negato che a bordo ci fossero due loro uomini, ma da quella moto si spararono gli unici colpi verso un "civile" presente sulla scena del rapimento, l'ingegner Alessandro Marini, uno dei testimoni più citati dalla sentenza del primo processo Moro. 

L'uomo dei Servizi 

Chi era veramente presente quella mattina in via Fani? Le Commissioni parlamentari hanno ormai confermato, tanto per riportare alcuni nomi alquanto "particolari", che quella mattina alle nove, in via Stresa, a duecento metri da via Fani, c'era un colonnello del SISMI, il colonnello Guglielmi, il quale faceva parte della VII divisione ovvero di quella divisione del Sismi che controllava Gladio e al quale fa riferimento l’ex agente 007 a bordo della Honda che ha sparato a Marini e poi scritto la lettera nel 2009. Guglielmi, che dipendeva direttamente dal generale Musumeci, esponente della P2 implicato in vari depistaggi e condannato nel processo sulla strage di Bologna, confermò che quella mattina era in via Stresa, a duecento metri dall'incrocio con via Fani, perché doveva andare a pranzo da un amico.

Il boss in via Fani? 

Sparito e poi riapparso, lo scatto che ritrae un capo della ’ndrangheta potrebbe dare un volto a uno dei colpevoli dell'eccidio.
Il mistero di una foto. Scattata in via Fani il 16 marzo 1978, poco dopo il sequestro di Aldo Moro e l’eccidio della scorta. Un’immagine scomparsa dal palazzo di giustizia di Roma. E ritrovata in copia a Perugia. Una foto che potrebbe dare un volto e un nome a uno dei colpevoli che da 40 anni restano impuniti. E riscrivere uno dei capitoli più tragici della nostra storia. Perché l’uomo della foto non è uno dei brigatisti già identificati e condannati: assomiglia terribilmente a un mafioso della ’ndrangheta. Un boss di alto rango, che scambiava favori sporchi con un militare dei servizi segreti. 


Riassumendo: in Via Fani c´e´ un affollamento inspiegabile, in parte incomprensibile agli stessi brigatisti. 
C'erano mezzi, una moto con un autista e un passeggero che scarica una raffica di mitra contro uno che non c'entra niente, mancandolo per poco. C'era un benzinaio esperto di armi da fuoco, un fotografo i cui rullini subito spariscono, ci sono tecnici della Sip controllata dalla P2, c'è un colonnello dei Servizi, Camillo Guglielmi, che è lì perché doveva «andare a pranzo da un amico» alle 9 di mattina. Ci sono macchine che ostruiscono le manovre e consentono l'agguato, veicoli che spariscono e si ritrovano poche ore dopo, in via Licino Calvo, lungo la strada di fuga dei terroristi. Ci sono un sacco di circostanze che non ci sono, non tornano, non si spiegano.

La verita´ puo´ attendere ancora, siamo in Italia del resto.




giovedì 1 marzo 2018

La macchina della disinformazione e´ gia´ entrata in azione.

Articolo di Claudio Paudice  Giornalista politico, L'HuffPost

"Dottor" Salvatore e "Mister" Giuliano. Non è ben chiara l'idea che il ministro indicato come successore di Valeria Fedeli al Miur da Luigi Di Maio ha della riforma cardine per il mondo scolastico fatta dal Governo guidato da Matteo Renzi. Dopo il suo intervento a L'Aria che Tira in cui ha salvato alcune parti della legge, Salvatore Giuliano ha avvertito l'esigenza di correggersi e di inviare una nota di chiarimento. Nella quale il preside dell'istituto Majorana di Brindisi non usa mezzi termini sulla legge: "Tutta da buttare e da riscrivere da capo. Alle assunzioni fatte, e che restano, ne faremo altre". Non solo: in occasione dello sciopero del 5 maggio 2015 al quale presero parte decine di migliaia di insegnanti italiani (100mila solo a Roma, 30mila a Milano) proprio per protestare contro il disegno di legge del Governo Renzi, Giuliano non vi prese parte perché "coincideva con le prove invalsi. Insieme a tanti docenti e dirigenti sostenemmo che la 107 andava superata".

Risposta sbagliata, da 2 in pagella, verrebbe da dire. Perché è di Salvatore Giuliano la firma sotto un documento, elaborato insieme ad altri tre dirigenti scolastici, e sottoposto a una platea di colleghi e docenti. Un documento dal titolo esaustivo: "Io non sciopero. E voglio migliorare la Buona Scuola". Nel documento si legge chiaramente che pur riconoscendo come il ddl sia "suscettibile di elementi migliorativi", "ne difendiamo con forza l'impianto e il coraggio con il quale interviene a riformare la scuola italiana con l'obiettivo di rinnovarla". Non solo: "Per questo vogliamo ribadire le nostre ragioni di contrarietà allo sciopero del 5 maggio, uno sciopero demagogico, peraltro proclamato nella data di svolgimento dei test del SNV, che riteniamo strumento indispensabile per la conoscenza dello stato di salute del nostro sistema educativo e per il suo miglioramento".

Sign Paudice non sono l´avvocato difensore di Mister Giuliano, ma trovo molto superficiale la sua narrazione, per alcuni semplici motivi che vado a spiegarle.
Fa riferimento ad un documento firmato contro lo sciopero del 5 maggio 2015 che dice chiaramente che pur riconoscendo come il ddl sia "suscettibile di elementi migliorativi"....Non le e´ venuto in mente che il ddl  possa essere stato peggiorato, anziche´ migliorato? Lo sciopero e´ del 5 maggio mentre la legge e´ stata approvata dopo ben 60 giorni, il 13 luglio 2015. 
E poi, come giornalista dovrebbe  sapere, che anche un´ottima legge, dopo i decreti attuativi, applicata nella realta´ possa produrre effetti nefasti. 
Non crede quindi che Mister Giuliano, dopo aver sperimentato nella realta´ l´applicazione della buona scuola, possa essersi ricreduto?



lunedì 12 febbraio 2018

340 militari morti: assordanti silenzi dalle autorita´ di governo

Seconda parte

Dopo 18 anni, una Commissione parlamentare sull´ uranio impoverito ha licenziato la relazione finale. Anzi due relazioni; la prima votata a maggioranza da Scanu, deputato PD che non e´ stato ripresentato da partito alle prossime elezioni, la seconda di minoranza presentata dal deputato Pili.
Dalla prima relazione si puo´ leggere e sentire dal filmato che: I militari italiani impegnati in patria e nelle missioni all'estero sono stati esposti a «sconvolgenti criticità» sul fronte della salute e della sicurezza del lavoro, che hanno «contribuito a seminare morti e malattie. Inoltre nel mirino della relazione il «negazionismo» dei vertici militari e gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo».
Dalla seconda relazione, emergono accuse piu´ pesanti:
Omissioni di Stato per nascondere la verità, la Difesa ha coperto per anni omicidi plurimi e disastri ambientali".Il deputato parla di "venti anni di responsabilità da parte dei vertici militari, ed ha invitato il capo dello Stato ad "inviare un messaggio alle Camere per spingerle a riconoscere il nesso causale automatico per le vittime dell'uranio impoverito e per quelle malattie generate da nanoparticelle e fattori simili contratti in teatri di guerra o aree addestrative". Sarebbe, ha aggiunto, "un atto in grado di sanare un contenzioso grave che lede il patto di lealtà tra lo Stato ed i suoi uomini più esposti".
"Le manipolazioni dimostrate impongono la trasmissione di questi atti alle procure competenti perchè valutino l'apertura di fascicoli d'indagine in modo da dimostrare che non esistono zone franche dove lo Stato si ritrae per consentire di tutto e di più".
Ma il mondo politico, ad incominciare da esponenti dello stesso Pd, non e´ concorde neanche con la relazione approvata a maggioranza.
Le accuse della Commissione d’inchiesta sono infondate”, e hanno finalità “esclusivamente politiche ed elettorali”. Parola di Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa del Senato, che ha spiegato tutte le forti perplessità nei confronti di una vicenda che rischia solamente di gettare caos intorno alle Forze Armate.
Ma le conclusioni a cui e´ giunta la Commissione sono state rispedite al mittente dallo Stato Maggiore che in una nota spiega: Le Forze Armate respingono con fermezza le inaccettabili accuse.















sabato 10 febbraio 2018

Madia e Fedeli parlavano di meritocrazia. Ma loro non sanno cosa sigifica!

Cambiamento, meritocrazia!
Che bei slogan abbiamo sentito dai dirigenti PD, in testa Renzi con i suoi ministri.
Ma le ministre che non hanno mai sudato e quindi di meritocrazia non sanno proprio nulla - Madia, ha copiato la tesi di dottorato anziche´ impegnarsi a farla; e Fedeli che si vantava nel curriculum di avere un diploma di laurea in Sienze Sociali anziche´ il bistrattato diploma di assistenti sociali, che tranne una breve parentesi come Maestra di Scuola dell´Infanzia, non ha mai lavorato essendo diventata sindacalista a 25 anni, ruolo che ha ricoperto fino a quando e´ stata eletta in parlamento,- al primo rinnovo contrattuale per i lavoratori della conoscenza, della scuola e della ricerca, hanno firmato un accordo che prevede una distribuzione a pioggia e ridotto il fondo per premiare i migliori.
Neanche loro ci hanno mai creduto alla meritocrazia....altrimenti si sarebbero dovuto dimettere subito, anzi non avrebbero potuto giurare sulla Costituzione e diventare ministri.
Evviva il Paese che cambia, twitta la ministra Madia alla ministra Fedeli!

la Buona scuola

La meritocrazia: premi in denaro ai più bravi segnalati da colleghi e genitori. Per la prima volta - in una scuola italiana considerata dai ranking internazionali ferma sul piano del premio al merito - un governo ha introdotto il bonus cultura (500 euro), utile per l'aggiornamento dei docenti. Il concetto di premio a impegno e attitudine è un incentivo a emergere. Ci sono 200 milioni, e in queste settimane sarà comunicato il budget per ogni istituto.





Istanbul & Uzbechistan 27 apr - 13 mag 2026